Luigi Albertini con il nipote Luigi (1931)

LA STORIA

Il Circolo della Stampa "Luigi Albertini" di Ancona è stato costituito per iniziativa di alcuni giornalisti anconitani il 20 novembre 1995 con atto del Notaio Giuseppe Salvatore, registrato il 24-11-95 (n. 4701-rep. 60409).
Ha iniziato l'attività sociale nel 1996; è dotato di codice fiscale n. 93060750424 ed iscritto "ONLUS" (n. 5130 del 31-1-1998).

Il Circolo è stato intitolato all'illustre concittadino, fautore della fortuna del "Corriere della Sera", del quale è stata celebrata una ricorrenza centenaria (l'insediamento a direttore del maggior quotidiano italiano) con una manifestazione pubblica avvenuta nella sala consiliare del Comune di Ancona, nel febbraio 2001, alla quale hanno partecipato autorità cittadine, rappresentanti del mondo culturale e scolaresche degli istituti superiori.
Relatore ufficiale in rappresentanza del direttore del "Corsera" è stato Giuliano Gramigna, decano di via Solferino.


La copertina della pubblicazione a cura di Luca Guazzati e Walter Orazi
LUIGI ALBERTINI NELLA SUA ANCONA

In occasione della manifestazione è stato pubblicato, per iniziativa del Circolo e con il contributo dell'Assessorato comunale alla cultura e della Banca di Ancona, il volume "Luigi Albertini nella sua Ancona"(vedi immagine a sinistra).

Il Volume è stato distribuito gratuitamente ai partecipanti e inviato alle Biblioteche dei maggiori centri della regione nonché a numerose scuole. Della celebrazione, oltre che a comparire nelle cronache dei quotidiani locali e riferito dalle agenzie, ha scritto sul "Corriere della Sera", del 23.2.2001, Indro Montanelli, socio onorario del Circolo "Albertini".

Nell'introduzione del volume (curato da Luca Guazzati e Walter Orazi, con scritti di Mauro Bignami e Silvana Coricelli, tutti i soci del Circolo stesso e con appendici ripotanti scritti di Giovanni Spadolini, Manlio Del Bosco, Indro Montanelli, stampato ad Ancona dall"Anniballi Arti Grafiche"), il presidente del Circolo Carlo D'Ettorre ha spiegato le ragioni della celebrazione della pubblicazione: riportare alla memoria degli anconitani, affievolitasi nel tempo, un ricordo più vivo del personaggio che appartiene alla storia d'Italia e del giornalismo.